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REGNO delle DUE SICILIEUna grande storia di cui andare orgogliosamente fieri .Il tempo scrive la VERITANO PAST - NO FUTURESENZA PASSATO NON SI COSTRUISCE FUTUROLa memoria come strumento su cui ricostruire la dignit, la dignit come presupposto per accendere le ambizioni e queste ultime per valorizzare le capacit che silenziosamente attendono di essere risvegliate per riaffermare i Primati di cui questo angolo di Paradiso pieno.Trasforma la tua pagina FACEBOOK in un Quotidiano per aumentare i tuoi guadagni con Google ADSense, aumenta la visibilit sul web della tua attivit, Scegli il template, collega la pagina di FACEBOOK e ottieni subito un sito con il tuo quotidiano che si aggiorna da solo ogni volta che posti qualcosa nella tua pagina facebook.

 
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Education - domenica maggio 20, 2018
 
 
 
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— sun 20 may 2018 07:58:00 —
REGNO delle DUE SICILIE REALI SCAVI ARCHEOLOGICI Un altro tassello emerge dalle ceneri. Con grande pazienza e competenza è stato identificato un nuovo papiro che co racconta dei primi anni degli imperatori Tiberio e Cesare Augusto. Un motivo in più per convincerci a custodire il Nostro patrimonio di cui siamo eredi, come una RES SACRA e con la massima responsabilità.Regno delle Due Sicilie shared REALI scavi Archeologici di Pompei ed Ercolano's photo.
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— wed 16 may 2018 20:15:04 —
REGNO delle DUE SICILIE Ci duole pubblicare queste immondizie e ce ne scusiamo con tutti voi, ma lo riteniamo utile a far capire quanto, l'Inghilterra che si nascondeva dietro la maschera dei mercenari, fosse interessata a farci fuori; inoltre, i modi violenti, poi oscurati, non furono una "casualità" sfuggita di mano ma una ben precisa volontà programmata. Quello "eroicizzato" con la lancia in mano, etichettato come "liberator" sarebbe il loro MERCENARIO( un bin Laden di quel tempo), mentre quello disegnato morente e caricaturato da drago infilzato allude, nella loro malefica ideazione, al NOSTRO RE SUA MAESTÀ per Grazia di Dio RE del REGNO delle DUE SICILIE FRANCESCO II di BORBONE Legittimo Sovrano sul suo Trono. Il disastro, VOLUTO, in cui siamo sprofondati, è semplicemente la loro "garanzia" di un PUNTO di NON RITORNO, tutto pianificato a tavolino. Tutti i dibattiti e le tavole rotonde sulla "questione meridionale" sono solo frottole inventate per depistare addossando alle vittime, cioè a Noi, la causa del Nostro male. Alla fine, ci costrinsero a fare come gli annegati che si annegano a vicenda per salvarsi; molti Nostri atteggiamenti, infatti, sono diventati ulteriore male che Noi stessi aggiungiamo al danno iinfligendoli a Noi stessi nella illusione di rubare ad altri un respiro in più per Noi; ma tutto ha origine in quella perfida VOLONTÀ di farci fuori usando uno stesso staterello pre unitario come maschera dietro cui coprirsi per attaccare lo stato più forte, ricco e potente, Noi. Usare uno stesso stato italiano contro un altro stato italiano fu la loro strategia di porre fine al concetto di unità italiana come SOMMA delle rispettive forze dirottandola verso una SOTTRAZIONE degli assalitori a danno degli assaliti; la parola unità fu però lasciata esaltare perchè faceva comodo anche se riferita ad una scatola ormai svuotata un pò come vorrebbero fare oggi con la Unione Europea. (Volevano che di "unito" e quindi più forte fosse solo il loro regno e nessun altro). Capire l'assassinio del Nostro Regno diventa chiarificante anche per capire l'Italia, la storia successiva delle campagne di Libia, Albania, Grecia nel MARE NOSTRUM, e di Etiopia, Somalia, Eritrea all'ingresso del CANALE DI SUEZ; ma era troppo tardi per recuperare la perdita del MARE NOSTRUM; i Nostri assalitori erano ormai molto più forti e ci capovolsero di nuovo; utile a capire anche la storia più recente dell'assassinio di Enrico Mattei che cercava di offrire alla italia in pieno boom economico, una autonomia energetica dalle compagnie anglo francesi del petrolio; utile a capire gli interrogatori di Moro; utile a capire il perchè delle corruttele e delle incompetenza forzatamente imposte ai vertici di tutto; utile a capire cosa sia quell'apparato militare chiamato mafia, piazzato dentro casa ad impedirci di respirare e come delle maschere da pastori analfabeti siano stati capaci di far saltare con precisione militare due magistrati come Falcone e Borsellino; utile a capire perchè si sta sabotando la Europa come SOMMA, oggi, per dirottarla di nuovo verso quella stessa identica SOTTRAZIONE. La storia oggi si ripete con identica propaganda dei media contro tutti coloro che non si piegano alla volontà massonica; chi non si piega va considerato un criminale da fare fuori, cambiano solo le maschere che essi stessi etichettano come "liberatori". Ieri è toccato a Noi e Dio solo sa se e quando usciremo da questo tunnel di lavaggio del cervello in cui ci hanno convinti, a Nostro danno, del contrario di tutto e facendoci studiare la storia più comoda per loro. Ma tutto ha un inizio ed una fine, il vento è cambiato e la VERITÀ ormai è sulla bocca di tutti. Queste vignette da mascalzoni nate contro di Noi, si trasformeranno contro di loro, nel monumento alla loro cattiveria, alla slealtà ed alla sopraffazione verso un REGNO ricco e pacifico che era il sogno di tutti : IL NOSTRO
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— tue 15 may 2018 20:15:01 —
REGNO delle DUE SICILIE Il TRONO ... profanato Di cosa vogliamo meravigliarci? È dal 1860 che si insegna a non avere rispetto per Noi, per la Nostra storia e per i Nostri Re e figuriamoci per la sacralità di luoghi ed oggetti ; intere generazioni sono state (male) educate ad un frainteso senso di "Napoletanità" dove essere rozzi, ignoranti e furbi viene percepito come un suo compiaciuto accrescitivo piuttosto che la sua negazione, salvo poi "offenderci" se sono altri a farcelo notare...quasi come se esistesse un "diritto" alla mancanza di rispetto per sè, per le tradizioni, per la storia e per gli altri. Queste 4ragazzette sono il prodotto della ignoranza che è stata loro insegnata dal risorgimento prima e dal comunismo dopo; ma chi veramente andrebbe messo alla gogna è il nostro personale che viene pagato - da Noi tutti - per proteggere i beni che Noi società consegniamo nelle loro mani...(ob torto collo dal 1860). Domani mattina, come prassi ormai monotona, reciteranno le loro parti, si mostreranno intransigentissimi fino al ridicolo con qualche innocua distinta Signora, giocheranno le astuzie di sempre tra certificati medici per giustificare la loro inadempienza che ha generato questa foto e si nascinderanno dietro al paravento di un altro dei colpevoli, il sindacato, che non mancherà di sottolineare quanto i poveri addetti, riescano a mala pena a reggere con i mezzi scarsi, per affrontare il loro quotidiano OTIUM ( tra il loro stesso vociare da mercato del pesce concentrato in una sola sala piuttosto che distribuito a vigilare sull'intero museo...e di episodi ognuno di voi ne avrà tanti da raccontare... etc etc ). La loro impreparazione, si adagia su una malafede condivisa ad ogni livello gerarchico, dove qualsiasi diritto altrui può essere calpestato ma mai il loro "diritto" al posto eterno. Da qui una sola cosa è certa : nessuno di loro pagherà. Viene da chiedersi a che serve pagare una dispendiosa soprintendenza con migliaia di addetti , dai vertici agli uscieri, se poi questo è il risultato dei costi che sosteniamo. I Nostri Sovrani Napoletani ci hanno lascisto una VILLA REALE alla Riviera di Chiaja a Napoli, che oggi è usata come retrobottega della metropolitana, come zona di areazione per i fumi della metropolitana, come spazio per scale mobili della metro, come vespasiano per cani ed umani tra siluri dorati stile guerre stellari e pacchianissimi chalet variopinti da creare allergie anche in parchi di periferie, e la soprintendenza di questo stato, firma e ne approva persino lo scempio. Abbiamo palazzi antichi lasciati cadere a pezzi con la soprintendenza che firma e approva sventramenti e manomissioni come a Palazzo d'Avalos a Napoli a favore di un noto spregiudicato speculatore locale. RE FERDINANDO II ci ha attrezzato il REGNO con la PRIMA STAZIONE della penisola italiana e TERZA al MONDO e lo stato che ci ha conquistato ce lo restituisce ormai come un ammasso di rovine... i suoi uffici di soprintendenza non esistono...si aspetta che cada l'ultima pietra... per magari stimolare qualche mega appalto da consegnare ad ingegneri e professori altrettanto ignoranti. Abbiamo la GARITTA borbonica alla Villa Reale di Caposele a Formia che tra poco ci saluta definitivamente prima di crollare... e la soprintendenza non esiste, anzi approva "sondaggi" fatti con le ruspe che sventrano, sotto gli occhi di tutti, civili e forze "dell'ordine", zone archeologiche della VILLA stessa... Abbiamo avuto un Re Carlo di Borbone che ha inventato la archeoligia moderna regalandoci i Reali scavi di Pompei e questo stato, ce li restituisce ostaggio di questi stessi "dipendenti" che sbarrano i cancelli a turisti che spendono soldi per venire apposta dall'altra parte del mondo a perdere la loro vacanza con le "loro(non)ragioni" sindacali. Gioielli del Nostro patrimonio ostaggio di truppe rozze di ignoranti che hanno come solo titolo quello di un frainteso "diritto" ad un lavoro che fa da contraltare non a capacità rivolte a vantaggio del bene comune ma ad un ricatto costante a creare caos sociale. Abbiamo il REAL ALBERGO dei POVERI, monumento alla Nostra Civiltà, voluto da Nostro Re Carlo di Borbone, che viene tenuto chiuso da anni ed anni, e lasciato cadere a pezzi. Il Nostro Re Carlo di BORBONE ci fece dono di preziosità archeologiche e tesori d'arte cge questo stesso stato, con i dirigenti della soprintendenza, tiene rigorosamente chiusi a marcire nei depositi invece di far crescere cultura ed economia sul Nostro territorio. Tesori nascosti nei sottoscala del Museo Archeologico di Napoli, blindati ad ogni proposta utile al territorio... ma che magicamente hanno il permesso della soprintendenza ad uscirsene per andare ad allestire un museo tra le anguille di comacchio che non ha nulla a che fare con le NOSTRE antichità della Magna Grecia e di Pompei. Dispendiose guardie giurate 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, al museo del NULLA o delle più oscene spese pubbliche chiamate di "arte contemporanea" al pan ed al madre di Napoli, mentre Chiese e monumenti vengono lasciati depredare quotidianamente. A che cosa servono i soldi che spendiamo per questi dipendenti della soprintendenza che a mala pena riescono a parlare in un malconcio italiano ? E con mugugni e gesti per comunucare con turisti stranieri (paganti). Forse a tenerli buoni dal loro pronto ricatto a chiudere improvvisamente musei e scavi archeologici in ostaggio della ormai monotona scusa del diritto ad un lavoro? A questo ricatto andrebbero messi difronte alle migliaia di giovani preparati che devono vedere trascorrere la loro gioventù e sciupare il loro futuro mentre i Nostri beni storici ed artistici vengono ulteriormente scempiati da tanta scempiagine. Queste 4 ragazzette sono, a loro insaputa, solo l'epilogo, la punta dell'iceberg di una demolizione sistematica operata a Nostro danno dal nefasto 1860 ad oggi. Ci auguriamo che qualche provvedimento disciplinare venga preso sia verso chi è pagato per per vigilare e sia verso queste 4ragazzette. Ricordiamoci solo una cosa : questo è il Nostro petrolio da cui può uscire abbondantissimo profitto per tutti , ma NON IN QUESTO MODO. Sul banco degli imputati è lo stato che , con la violenza, acquisì il Nostro Regno e gestisce in questo modo indecente, dal 1860 ad oggi ciò che era il Giardino di Europa, meta ambita del Grand tour .
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— sun 13 may 2018 07:13:18 —
REGNO delle DUE SICILIE Vi Auguriamo una serena domenica attraverso un affresco che ci riporta alle radici della Nostra Civiltà con due pietanze, a Noi molto familiari, pane e fichi . Uno spunto per recarci in visita tra le rovine di Pompei , di Stabiae, di Ercolano, di Paestum, della Valle dei templi di Agrigento, di Piazza Armerina e di tanti tanti tanti altri luoghi dove albergano le Nostre ultramillenariea radici della Nostra antica e prestigiosa Civiltà.Regno delle Due Sicilie shared La Cucina nel REGNO delle DUE SICILIE's photo.
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— sat 12 may 2018 07:23:37 —
REGNO delle DUE SICILIE Oggi 12 Maggio 1799 STRAGE ad ISOLA del LIRI Le sue cascate divennero rosso sangue per mano di quegli stessi francesi che si dicevano portatori di "libertà" "fratellanza" ed uguaglianza.... poi assolti dalle penne dei loro "colleghi" invasori del risorgimento (..a risorgere fu il solo piemonte). Accadde nel 1799, in un tranquillo paese, a quel tempo nel Regno di Napoli, ora nel Basso Lazio, che sorge tra le due cascate di un fiume Isola del Liri e dove furono ammazzati gli abitanti. Si tratta di un massacro prodotto proprio da quei francesi giacobini, che dicevano di adorare come dea la ragione e dicevano di portare la libertà ai popoli. L’eccidio è testimoniato da documenti e antichi scritti, riscoperti dallo storico Fernando Riccardi. Cos l’arciprete-canonico Nicolucci annotò nel registro dei morti della chiesa di San Lorenzo «12 maggio 1799. E’ degno di memoria, non mai da dimenticarsi questo giorno di Pentecoste, in cui il pazzo impeto dei Francesi travolse nella rovina noi e le nostre case, facendone strage. Tutto devastò, tutto rapì il nemico non scamparono al bottino nè greggi, nè armenti; non sopravvisse uomo; non vi fu donna, ancorch fanciulla, non contaminata dalla violenza dei soldati; quegli empi profanarono gli altari e le cose più sacre». L’episodio venne descritto anche da Pietro Colletta (1775/1831) nella sua “Storia del Reame di Napoli” « … fuggirono i borboniani, di poco scemati, e superbi di quella guerra e delle morti arrecate al nemico. Il quale sfogò lo sdegno sui miseri abitanti; e trovando nelle cave poderoso vino, ebbro d’esso e di furore durò le stragi, gli spogli e le lascivie tutta la notte…La gente atterrita cerca di nascondersi, di ripararsi, di fuggire da quell’impetuoso uragano di violenza, ma i ponti sono stati tagliati, tranne quello di Regno, e molti riescono a porsi in salvo sfidando a nuoto le acque del braccio destro del fiume, ingrossato dalle piogge recenti. Nell’abitato viene frugato ogni angolo e ovunque si fa scempio di vite umane. Non viene risparmiata nemmeno la chiesa di San Lorenzo, anzi è proprio qui che si consuma la tragedia più orrenda. La gente ha creduto di trovarvi un asilo sicuro, ma, sorpresa in preghiera, accende ancora di più l’ira degli aggressori e rimane vittima di una ferocia vile e bestiale. E’ un momento di autentico inferno eccidio e sacrilegio in un unico gesto». Passato l’uragano a quelli che tornarono in paese si presentò una scena apocalittica «Case sventrate, strade ingombrate dalle rovine e appena praticabili, mura cadenti pericolose e funeste; tra gli ammassi di calcinacci sporgono cadaveri e cadaveri orrendamente trucidati, altri penzolano dalle finestre diroccate; c’è tutt’intorno un silenzio raggelante; nell’aria si spande un odore nauseabondo di bruciato. Ma i guasti più spaventosi sono toccati alla chiesa di S. Lorenzo. Qui si scorgono centinaia di corpi decapitati o infilzati gi in via di decomposizione; cadaverini di bimbi ricaduti sugli altari dopo essere stati violentemente scagliati contro le pareti; vetrate in frantumi e porte fracassate… ovunque i segni dell’odio, della razzia, della profanazione». Fernando Riccardi ricorda che i cronisti dell’epoca raccontano che il copioso sangue delle vittime colorò di rosso il fiume Liri. Nel 1899, a cent’anni di distanza dall’eccidio, la municipalit isolana collocò nella chiesa di San Lorenzo una epigrafe marmorea che ricorda l’infausto evento «Il di 12 maggio 1799 qui caddero massacrati dalle milizie francesi 533 cittadini. Il popolo isolano nel giorno del centesimo anniversario pose». Ma poi da quel giorno, -lamenta Riccardi- su un evento cos drammatico è calata, fitta e impenetrabile, la nebbia dell’oblio. L’associazione identitaria alta terra di lavoro vuole ora togliere questo velo del silenzio. A Isola del Liri, ci si riunir nella chiesa di San Lorenzo per ascoltare una Messa. E cos sar ogni anno futuro. Sar il “Giorno della Memoria”, una celebrazione liberamente istituita tanto che, nel suo regolamento, ha il divieto di accettare patrocini o contributi di denaro da alcun ente pubblico o privato. Ogni anno, il 12 maggio, si ricorder un lontano giorno di Pentecoste, per commemorare, con quelli di Isola del Liri, tutti i morti ammazzati dai nemici del Regno di Napoli e di Sicilia (poi Regno delle Due Sicilie) e tutti coloro perseguitati o uccisi per avere difeso o soltanto espresso la propria identit . Perch sia di monito e ci faccia meglio comprendere gli attuali quotidiani fenomeni e i massacri che ancora oggi continuamente avvengono non lontano da noi
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— fri 11 may 2018 06:03:52 —
REGNO delle DUE SICILIE 10 Maggio 1832 - 10 Maggio 2018 PRIMO PONTE SOSPESO al MONDO Altri Stati ne costruirono di ponti, ma crollarono rovinosamente; rimase in piedi SOLAMENTE il Nostro che, Quindi, va considerato il PRIMO al mondo. (A meno che il resto del mondo non voglia considerare "primato" le rovine dei loro ponti che non riuscirono NEPPURE a reggersi in tempo per essere almeno inaugurati). Il Nostro fu quindi il PRIMO che resistette persino ai carri armati tedeschi per poi finire bombardato dagli stessi tedeschi in fuga durante la seconda guerra mondiale.Regno delle Due Sicilie shared their photo.
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— thu 10 may 2018 17:19:56 —
REGNO delle DUE SICILIE Oggi 10 Maggio 1734 SUA MAESTÀ per Grazia di Dio RE di NAPOLI e RE di SICILIA Giunge in trionfo a Napoli restituendo al Nostro REGNO, piena SOVRANITÀ RE CARLO avrà il VI titolo dinastico ma lui imporrà di farsi chiamare solo Re Carlo per sottolineare la Sovranità del nuovo corso storico.
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— thu 10 may 2018 11:00:56 —
REGNO delle DUE SICILIE Oggi 10 Maggio 1734 SUA MAESTÀ RE CARLO di BORBONE Per Grazia di Dio RE di NAPOLI e RE di SICILIA RESTITUISCE PIENA SOVRANITÀ al Nostro Regno ed ai Nostri Popoli con il suo ingresso trionfale a Napoli.Regno delle Due Sicilie updated their profile picture.
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— sun 6 may 2018 10:09:03 —
REGNO delle DUE SICILIE VILLA REALE Vogliamo Augurarvi una serena domenica, dal SITO REALE della VILLA alla Riviera di Chiaja di Napoli. Corteo Reale che si recava ad inginocchiarsi alla Vergine Madre , simbolo di fecondità e custode supremo della VITA. Dal Re all'ultimo dei suoi sudditi, ci si trovava tutti, dalla stessa parte nel celebrare questo ultramillenario INNO alla VITA.Regno delle Due Sicilie shared VILLA REALE di Napoli's photo.
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— sat 5 may 2018 09:31:35 —
REGNO delle DUE SICILIE NAPOLI DELENDA EST si potrebbe parafrasare così la famosa massima romana, per sintetizzare la missione dei MERCENARI al soldo della MASSONERIA che li finanziò (salvo poi rifarsi con il Nostro oro). Gli antenati di bin laden, senza divisa come lui, avevano lo stesso compito, ossia aprire la strada. Se andava bene avrebbe ricevuto statue, ONORI e prestigio; se andava male sapevano già di fare una brutta fine e c'era da giurarci che a tappargli la bocca sarebbe stata la MASSONERIA stessa prima che finissero nostri prigionieri. La parte peggiore della vicenda è tra di Noi, alcuni furbi, per accelerare la propria ascesa sociale si vendettero al demonio MASSONICO senza Dio e senza morale gettando, in quest'abbraccio mortale, tutti Noi per intere generazioni e generazioni. Questa carta di credito della banca di Scozia è solo una delle numerose altre. Ma il grosso, inconfessabile, era elargito in piastre turche, ossia la moneta dei traffici commerciali, così da non destare sospetti. Ieri come oggi, sono gli interessi MASSONICI del dio-denaro a fare le guerre ed a seminare lutti e devastazioni. Napoli era uno ostacolo a chi voleva imporsi al suo posto nel MARE NISTRUM . La concorrenza sleale, approfittò del vuoto di potere alla morte del Nostro RE FERDINANDO II , per far trovare il mondo davanti al fatto compiuto. A cose fatte e difronte ad un finto plebiscito ( dove spesso il numero dei voti era superiore a quello dei votanti), il mondo fu costretto a fermarsi difronte al principio di autodeterminazione dei Popoli. Per questo la lotta partigiana e PATRIOTTICA, fu travisata come "brigantaggio" ossia come faccenda di polizia e quindi interna ad uno Stato. Ma andò esattamente così. Intanto le banche inglesi che anticiparono il denaro, poi si rifecero ABBONDANTEMENTE, sui traffici commerciali sul MARE NOSTRUM, sulle Nostre miniere di zolfo in Sicilia e su un rivale CANCELLATO dalla SCENA INTERNAZIONALE : NOI Per questo non bastò conquistarsi ma dovettero ANNIENTARCI. Per fissare un PUNTO di NON RITORNORegno delle Due Sicilie shared their photo.
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— sat 5 may 2018 00:33:23 —
REGNO delle DUE SICILIE VILLA REALE Giardino di inverno Quasi nessuno sa di questa struttura ottocentesca in riva al mare e da Dove, gli ospiti di Corte, Capi di Stato, Re e dignitari, potevano essere accolti e godersi il piacere del Mare senza patire i climi rigidi. La struttura aveva anche un TEATRO al suo interno, una serra con piante rare e dei caffè. Fu demolita assieme alle due garitte del Vanvitelli e senza troppi ripensamenti: tutto ciò che era legato al Nostro Glorioso passato doveva essere cancellato e per sempre. Napoli delenda erat.Regno delle Due Sicilie shared VILLA REALE di Napoli's photo.
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— thu 3 may 2018 13:55:35 —
REGNO delle DUE SICILIE VILLA REALE - privata - della Famiglia Reale di Napoli Reale Villa dei Principi di Caposele - Formia Proprietà privata del Re di Napoli, poi confiscata dal CRIMINALE generale piemontese cialdini per trasformarla in suo quartiere generale durante l'assedio alla EROICA Fortezza di Gaeta. Dopo di allora, anni di abbandono e dopo Nostre sollecitazioni , qualcosa finalmente, sembra che si muova. Ecco finalmente comparire alcune impalcature che segnano l'avvio ad un intervento di restauro della pericolante garitta borbonica a rischio di crollo. Ci si augura che sia solo l'inizio di un vento nuovo di una positiva inversione di tendenza.
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— tue 1 may 2018 14:54:02 —
REGNO delle DUE SICILIE SUA MAESTÀ per Grazia di Dio RE FERDINANDO Inventò e realizzò il PRIMO MODELLO di SOCIETÀ INDUSTRIALE al MONDO Non era una utopia ma un fatto compiuto. Siamo nel SITO REALE di SANLEUCIO e siamo nel '700 Vogliamo parlarne oggi perchè oggi, nel mondo, si celebra il martirio di alcuni operai a Chicago nella "civile" America. Quindi mentre le Istituzioni di tutto il mondo vanno a battersi il petto tra concerti e concertini, Noi, da Napoli vogliamo raccontarvi una VERITÀ fino ad ora taciuta. Quel Re che fanno studiare come un "Re lazzarone" in realtà fu un gigante della storia. Amava il Popolo tanto da essere uno di loro e questo lo rendeva "criticabile" dai profumi e merletti dei salotti. Nel tempo libero, indossava due stracci per andare a confondersi tra i pescatori di Santa Lucia o di Mergellina. (A que tempo, senza fotografie, ci si riusciva). Tanti sono gli aneddoti sulle competizioni vinte dal Nostro Ferdinando . Ma perchè vi parliamo di questa sua attitudine ? Perchè l'aggettivo di "lazzarone" fu usato come DISPREGIATIVO dopo la invasione del 1860. Pur senza conoscerlo e ben dopo la sua morte, gli invasori del 1860, si adoperarono assieme a storici e cattedratici, ad alterare anche la storia a ritroso indietro nel tempo. Così, quell'aggettivo, divenne un insulto. A ben vedere, quell'aggettivo era la più alta delle Onireficenze che un Sovrano possa desiderare e guadagnarsi. Al tempo, una persona del Popolo era definita "lazzarone" e per un Sovrano avere la stessa identità del Popolo voleva dire raggiungere lo Zenith del suo ruolo. Essere Re Lazzarone, voleva significare che Egli conosceva il suo Popolo meglio di tutti i suoi consiglieri di Corte e cortigiani. Questa lunga premessa era necessaria per comprendere come mai Il Nostro Re Napoletano e Siciliano, fu capace di produrre un MODELLO SOCIALE come Sanleucio. Perchè conosceva, di quegli operai, ogni ambizione, ogni paura, ogni timore, ogni attesa; conosceva il loro sudore della fronte, conosceva i rischi e le gioie. In realtà il MODELLO di SANLEUCIO fu scritto da un Lazzarone ossia da un Uomo del Popolo . Il Nostro Re, pose l'essere umano al centro del modello sociale industriale e non al contrario; era l'industria a servizio dell'uomo e non il contrario. Tutte le ideologie, da quella socialista a quella giacobina fino ai totalutarismi, hanno disegnato ideali di società che sono tutti inciampati in enormi contraddizioni producendo catastrofi inenarrabili. Noi qui a Napoli, dalla Comunità di Sanleucio, mentre il mondo stava ancora capendo cosa significasse una industria, non solo avevamo una filiera industriale completa ma avevamo una Società industriale. Se gli invasori, una volta conquistato il Nostro REGNO, avessero avuto la intelligenza e le capacità di capire cosa avessero tra le mani, forse, oggi, non staremmo a celebrare le vittime di Chicago. Ma la storia non si fa con i se; e siccome gli invasori non erano in grado neppure di capire a cosa servisse un bidet, figuriamoci se potevano capire a cosa servisse Sanleucio. Sanleucio era un modello e bastava applicarlo ovunque ed a qualsiasi realtà industriale, per moltiplicare il suo successo. Invece la demolirono. Ne fecero carne da macello, si portarono i pezzi a casa degli invasori e lasciarono il Sito Reale ai vandali fino ad oggi. Gli operai che cercarono di manifestare contro la sistematica chiusura dei Nostri siti industriali furono FUCILATI Gli assassini ebbero cattedre, premi, medaglie, piazze e lapidi come quel tal nicola amore, che per aver chiamato i bersaglieri a fare fuoco sugli operai Napoletani, fu premiato con la carica di Sindaco ed una bella statuetta alla Riviera di Chiaja di Napoli. Intanto sui libri, veto totale , doveva calare l'oblio sulle Nostre Glorie. Abbiamo perso una guerra, d'accordo, siamo stati invasi, anzi ci siamo fatti invadere; ma loro non hanno vinto. Non hanno vinto perchè hanno perso anche loro, innanzitutto per indegnità, ma poi anche perchè sottraendo questo bene a Noi, hanno privato il mondo intero do un modello a cui ispirarsi ed attraverso cui evitare altre tragedie, come quella che si celebra ogni primo di Maggio. Gli sforzi dei Nostri Sovrani, furono spazzati via con il sangue e la invasione del 1860 , ma questa è un'altra storia. Noi a Napoli, abbiamo da celebrare questa Nostra Gloria, piuttosto che i FALLIMENTI di chi viene a darci persino pagelle. Se il LAVORO ha bisogno di una festa allora Sanleucio deve esserne il faro ora e per sempre.
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— tue 1 may 2018 05:52:31 —
REGNO delle DUE SICILIE Mentre il mondo celebra i MARTIRI del lavoro di altre società Noi vogliamo celebrare i Nostri MARTIRI che, pochi sanno, furono i PRIMI MARTIRI nella STORIA del LAVORO al MONDO Operai Napoletani che dalle Industrie modello di Pietrarsa manifestavano a difesa del proprio lavoro, minacciato di chiusura dalle maestranze imposte dagli invasori dopo il 1860. FUCILATI ! Non ne hanno mai scritto nulla sui libri che da generazioni studiamo a scuola ed alla Università, perchè ciò metterebbe in imbarazzo non solo i bersaglieri che eseguirono la mattanza; ma metterebbero in discussione tutto il "risorgimento" ( a risorgere fu il solo piemonte). L'intera propaganda risorgimentale , perchè il risorgimento del Piemonte solo propaganda fu, poggia sull'assunto che eravamo poveri ed arretrati, tanto da avere bisogno di "liberatori" che venissero a "liberarci" da quella infelice condizione. Ma NON fu così. Vennero Si, ma a FUCILARCI ed a renderci un Popolo senza lavoro. I documenti della polizia parlano di tutte vittime centrate cin scariche di colpi alla schiena ed alla nuca, segno che si sparava per uccidere su individui di spalle e quindi in fuga; se fossero stati minacciosi, avrebbero riscontrato ferite di petto. Ma non solo, sul luogo non fu trovato neppure un temperino come arma, segno che si sparò indiscriminatamente su una folla inerme. Ad aizzare con allarmanti dichiarazioni, i bersaglieri a fare fuoco sui Nostri operai Napoletani, fu quel personaggio, tal nicola amore, di cui la bella statuetta difronte all'ingresso della VILLA REALE alla Riviera di Chiaja di Napoli, ancora oggi ne esalta i tratti tozzi e rozzi, pluridecorato e premiato con la carica di sindaco dai complici del "risorgimento"( dei piemontesi), per averci TRADITI come nostro aguzzino. In ogni caso Pietrarsa , voluta dal Nostro Legittimo RE FERDINANDO II DI BORBONE, non potè più contribuire al successo industriale ed alla avanguardia tecnologica, dovette chiudere, fermare tutto e vedere i suoi impianti avviarsi ad arricchire la casa degli invasori assieme alle Nostre braccia da lavoro e maestranze ben formate, dovettero inseguirli, tra disagi e disagi, per continuare a lavorare. 700 famiglie gettate nella miseria sotto il ricatto di scegliere tra la fame o inseguire gli impianti nella mesta condizione di "emigranti". Una volta per tutte, va rimossa la premessa secondo cui, i disagi del sud hanno origine al sud, essi sono la chiara conseguenza di questa VOLONTÀ che aveva il chiaro intento di rendere INSERVIBILE un INTERO POPOLO, IL NOSTRO. La ormai famosa frase del primo governatore della banca centrale italiana, risulta oltre che una CONDANNA A MORTE per tutti Noi, una chiara ed inappellabile CONFESSIONE in piena regola. Ecco con che "candore" e sotto dettatura della MASSONEROA a cui egli apparteneva, si espresse a nostro danno : 《 bisogna mettere i MERIDIONALI nelle condizioni di NON intraprendere MAI PIÙ 》 Adesso capite quanto diventi tutto chiaro, persino i fiumi di milioni di €uro di oggi che si annunciano per non rendersi mai PRODUTTIVI, ma per finire nei rigagnoli infestati da altri loro complici locali e TRADITORI di oggi; tutto deve essere RIGOROSAMENTE IMPRODUTTIVO. Ma perchè dopo averci conquistati fu deciso di ANNICHILIRCI ? PERCHÈ si volle il PUNTO di NON RITORNO. Quella MASSONERIA aveva maturato interessi nel CANALE di SUEZ, in Egitto, da cui controllava i traffici commerciali del MONDO INTERO oltre che quelli del MARE NOSTRUM. Capirete che avere nel bel centro del MARE NOSTRUM una Capitale come Napoli forte e potente che, con la Sicilia e la sua ARMATA di MARE più importante del Mediterraneo, dava fastidio a chi voleva dominare i traffici di casa propria, era una "questione" molto "scomoda" per chi voleva essere il dominus indiscusso. E la lezione del Nostro Popolo che con i Sanfedisti cacciò gli invasori francesi del 1799 insegnò ai nuovi invasori del 1860 che bisognava ridurci alla IMPOTENZA se non si voleva avere più problemi nel futuro. Ma tutto ciò gli operai Napoletani non potevano saperlo e quando andarono a manifestare per rivendicare il loro diritto al lavoro, si trovarono con i bersaglieri che li FUCILARONO. Oggi possiamo solo celebrare LA DISOCCUPAZIONE il LAVORO che NON c'è, quello che da quelle FUCILATE e da quella frase del MASSONE piemontese, primo governatore della banca centrale, si è affermato a casa Nostra al passaggio degli invasori. (Sebbene essi, con le noiosissime tavole rotonde sulla "questione meridionale" abbiano sempre cercato di ricondurre a Noi vittime le cause della Nostra sventura). In compenso la struttura, ammirata in tutto il mondo è che persino lo Zar Imperatore di tutte le Russie venne a studiare per riprodurle in Russi, è stata trasformata in museo assieme a trenini prodotti proprio laddove furono traslocati i Nostri impianti industriali. Un modo, l'ennesimo, per confondere le idee ai visitatori, per impedire di focalizzarsi su ciò che NAPOLI era. Ma a Noi, nel colpevole silenzio delle Istituzioni, interessa Onorare la memoria dei Nostri operai Napoletani , I PRIMI MARTIRI nella STORIA del LAVORO al MONDO. A tutti l'invito ad elevare le proprie preghiere affinchè Iddio li abbia in Gloria
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— mon 30 apr 2018 16:33:48 —
REGNO delle DUE SICILIE 《 bisogna mettere i MERIDIONALI nelle condizioni di NON intraprendere MAI PIÙ 》 A quanto pare ci sono riusciti perfettamente. Tra queste due immagini c'è di mezzo la confessione di un MASSONE piemontese scelto dalla massoneria d'oltre manica a diventare il primo governatore della banca centrale . Questo personaggio, tal bombrini carlo, confessa "candidamente" le intenzioni seguite dalla creazione della banca centrale italiana e dal nuovo stato italiano ad oggi. Il disastro in cui oggi giace l'intero Nostro territorio è dovuto ad una ESPLICITA VOLONTÀ dettata dagli occupanti che dal 1860 ad oggi hanno preso il controllo di ogni iniziativa. La stessa criminalità "organizzata" appare ben in sintonia con tale indirizzo politico. Tutto il resto diventano chiacchiere per confondere; le mille tavole rotonde sulla questione "meridionale", altro non erano che passatempi per portare fuori strada chi non doveva capire. Se oggi quella stazione è ridotta ad un ammasso di rovine come tutto il sud, ormai è chiarissimo il perchè.Regno delle Due Sicilie shared REAL Opificio di Pietrarsa's post.
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— sun 29 apr 2018 18:18:58 —
REGNO delle DUE SICILIE Regno delle Due Sicilie e Russia Rapporti eccellenti tra Stati Sovrani, prima che fossero travolti dalle vicende su cui la massoneria ha fatto il suo gioco. La Nostra Capitale, Napoli, aveva rapporti diplomatici con il mondo intero da pari a pari Sovranità. In questo palazzo all'inizio di via Toledo, a piazza San Ferdinando, aveva la sua residenza S.E. l'Ambasciatore A.K Razumovski, di Sua Maestà Imperiale di tutte le Russie.
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— sun 29 apr 2018 09:55:15 —
REGNO delle DUE SICILIE Auguriamo a tutti una serena domenica, attraverso i sapori inimitabili delle Nostre granite di mandorle. La superlativa materia prima delle Nostre Terre va valorizzata e difesa con la massima convinzione.Regno delle Due Sicilie shared La Cucina nel REGNO delle DUE SICILIE's photo.
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— sat 28 apr 2018 16:55:48 —
REGNO delle DUE SICILIE SITO REALE di SANLEUCIO Qui fu realizzata una rivoluzione senza spargimento di sangue, senza drammi, senza tutti quegli sconvolgimenti sociali e quei viscerali antagonismo a cui le ideologie da quelle giacobine francesi a quelle comuniste dell'Unione Sovietica passando per i drammatici totalitarismi e DUE guerre mondiali ci hanno abituati e quasi "forgiati". Qui da Noi, nel REGNO di NAPOLI, bastò la illuminata lungimiranza del Nostro Sovrano SUA MAESTÀ per Grazia di Dio RE FERDINANDO A realizzare addirittura un MODELLO di SOCIETÀ INDUSTRIALE IL PRIMO MODELLO di SOCIETÀ INDUSTRIALE al MONDO Poi vennero i Francesi ad invaderci, poi vennero i piemontesi e la massoneria che vi si nasconde dietro non lasciò crescere neppure un filo d'erba. Tutto non soltanto distrutto, smantellato e cannibalizzato per nutrire le industrie di casa loro; ma addirittura sepolto vivo affinchè non rimanesse neppure la memoria di tutto ciò. Si è vero, la ferita per Noi fu mortale ed in parte è colpa anche di 4 nostri vili TRADITORI. Ma ci avevano conquistati e non ebbero neppure la capacità di capire a cosa servisse un bidet...figuriamoci se potevano capire tutto ciò . Alla fine ci persero pure loro e non goderono delle soluzioni che a Napoli avevamo già risolto, condannando sè stessi ad inciamparvici come poi accadde puntualmente nel 1 di Maggio e nel 8 di marzo che ci fanno celebrare ogni anno. Piuttisto che i fallimenti degli altri, abbiamo questa Gloria da celebrare nel giorno in cui si festeggia il lavoro ( che ci fu strappato ) .Regno delle Due Sicilie shared SITO REALE di Sanleucio's photo.
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— sat 28 apr 2018 06:09:35 —
REGNO delle DUE SICILIE Queste furono le PRIME carrozze di un treno a muoversi lungo la penisola La TERZA al MONDO 1839 Nel mondo eravamo soltanto Noi, l'Inghilterra (1825) e la Francia (1840) ad esserci attrezzati con dei treni. Nei prossimi giorni di festa, sarebbe una bella idea andare a visitare PIETRARSA dove è tutt'ora conservato il PRIMO TRENO. Pietrarsa era il luogo dove venivano prodotti i Nostri treni e venduti in tutto il mondo. Fu chiuso all'arrivo degli invasori nel 1860 e ridotto a fare da museo assieme a treni di epoche successive. Qui furono fucilati Nostri operai Napoletani, i primi al mondo che la storia delle moderne società industriali ricordino. Si opponevano alla chiusura di questo impianto modello e furono FUCILATI Con loro anche un ragazzino di 9 anni centrato da una scarica di proiettili mentre cercava scampo tuffandosi a mare. Sarebbe un bel gesto recarsi sul luogo del loro martirio e celebrare la festa del LAVORO proprio da li.
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— thu 26 apr 2018 08:17:52 —
REGNO delle DUE SICILIE VILLA REALE alla Riviera di Chiaja di Napoli Invitiamo tutti a chiamare questo luogo con il suo vero nome. Chiamarla "comunale" ha indotto tutti a pensare che si tratti di un bene di cui le amministrazioni locali possono disporre a proprio inappellabile piacimento e con la complicità di quelle Istituzioni il cui ruolo sarebbe quello di difendere la INTEGRITÀ. NON È COSÌ È un bene storico ed artistico, vittima della stessa iconoclastia che hanno subito altri SITI REALI legati alla Casa Reale Napoletana e Duo Siciliana. Manomessa in epoca sabauda, sventrata, mutilata del suo naturale sbocco sul mare, vide demolire le sue costruzioni Vanvitelliane , non ha smesso di subire colpi ed oltraggio. Sembrava che quelle orripilanti ringhierine stile cinturino di orologetti dozzinali, i suoi pacchiani siluri dorati stile guerre stellari, quegli orridi Vespasiani multicolore chiamati chalet, fossero l'ultimo assalto. Invece, ecco usare questo SITO REALE, come "spazio di servizio" per ascensori e scale mobili della nuova metropolitana che ha segato tutte le sorgenti di acqua dolce che nutrivano querce secolari. Chiamarla di nuovo VILLA REALE, non ci restituirà nè il Sito Reale è nè i Sovrani che la frequentavano con i loro ospiti di Corte; ma servirà a creare dentro ciascuno di Noi, un terreno sempre più inospitale verso altre IGNORANTI amministrazioni che si sentiranno sempre meno incoraggiate dalla ignoranza collettiva a svilire questo luogo che altrove sarebbe stato un museo a cielo aperto. Ricordiamo che la VILLA REALE ricalca l'impianto dei giardini del Louvre di Parigi ma con la differenza di essere più piccola e di non affacciare sulla Senna ma sul Golfo più bello del mondo. Quasi nessuno sa che in questo SITO REALE, prima di questi inqualificabili siluri dorati vi fu il primo impianto di illuminazione di un giardino al mondo è gli ospiti facevano a gara per essere invitati alla Corte Napoletana per godersi una passeggiata notturna in riva al mare illuminato da eleganti lampioni.Regno delle Due Sicilie shared VILLA REALE di Napoli's photo.
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— wed 25 apr 2018 06:38:27 —
REGNO delle DUE SICILIE Per chi vuol capire la storia dei """liberatori"" di ieri, del presente e del domani . È dal 1860 che ci hanno derubato della SOVRANITÀ cosa ben più grande di una qualsiasi Indipendenza. Chi è dal lato dei ladri della Nostra Sovranità è un ""eroe"", un """"liberatore , un """padre""" di una patria(che non c'è) da osannare. Chi è dal lato della Nostra SOVRANITÀ PIENA ed ESCLUSIVA è un brigante, un terrone, un poco di buono. Non è un caso che non si parla mai di Patria oggi, ma di """paese"""; la Patria ha un senso solo se riconducibile ad una SOVRANITÀ.Regno delle Due Sicilie shared their photo.
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— wed 25 apr 2018 05:54:50 —
REGNO delle DUE SICILIE Fummo i Primi al mondo a realizzare una SOCIETÀ INDUSTRIALE MODELLO ..... poi vennero a """liberarci""" .... e siamo alle discariche di oggi.Regno delle Due Sicilie shared SITO REALE di Sanleucio's photo.
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— sun 22 apr 2018 07:51:56 —
REGNO delle DUE SICILIE Vogliamo Augurarvi una serena domenica con una immagine un pò "alternativa" ed insolita... Quello in fotografia è, Salvatore, un clochard fotografato mentre ripuliva di sua iniziativa tutta Piazza San Luigi a Napoli Se un uomo solo, come Salvatore, nel suo piccolo, riesce a regalarci una porzione del suo Amore per la sua Città... ...cosa potrebbeeo fare le Istituzioni a ciò preposte e cosa possiamo fare Noi altri MILIONI di persone ? Invitiamo tutti a rivolgere questo interrogativo a sè stessi ed a trarne le dovute conclusioni. Buona domenica a tutti
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— sat 21 apr 2018 09:18:55 —
REGNO delle DUE SICILIE VILLA REALE CAPOSELE a Formia Tra i tanti beni privati e sottolineamo privati, della Casa Reale del REGNO delle DUE SICILIE, vi è anche questa meraviglia di Formia. Paragonabile per bellezza alla Villa la Brasiliana, a Posillipo, anch'essa appartenuta ai beni privati della Casa regnante. ( oggi conosciuta con il nome di uno dei suoi successivi proprietari, l'inglese Rosbery che la prese per sè dopo che il Nostro Regno fu conquistato dalla massoneria d'oltre manica). Queste Residenze Reali ebbero la stessa sorte di essere sottratte ai beni privati, un pò come accadde in Russia con i beni della Casa Imperiale confiscati dai comunisti. Questa Villa di Formia , Villa dei Principi di Caposele, fu acquistata da SUA MAESTÀ RE FERDINANDO II di BORBONE che la arricchì di tante preziosità oltre alle innumerevoli già presenti nella Villa Caposele. La Villa, benchè divenuta Reale, continuò anche sotto Re Ferdinando II a chiamarsi con il suo originario nome dei Principi di Caposele. Poi, durante la rovinosa conquista del Nostro REGNO, fu requisita da quel CRIMINALE di guerra , tal cialdini, che la trasformò in suo quartiere generale da dove dirigere le operazioni militari fino alla triste firma della caduta del Nostro REGNO, con SUA MAESTÀ RE FRANCESCO II; poi dopo quel momento fu data in pasto ai più bassi ed ignoranti appetiti locali, che ne lottuzzarono il parco archeologico fino a farlo scomparire con squallide palazzine. Questa Villa settecentesca, sorge su preesistenze romane, considerate appartenenti a Cicerone. Della sua epoca Borbonica, conserva ancora molte tracce tra cui, questa garitta qui fotografata. Fa davvero piangere lacrime di rabbia, vederla ostaggio di uno stato che con i suoi infiniti e strapagati burocrati e politici, condanna queste tracce a dissolversi sotto i colpi del tempo e delle onde. Ma non basta. La Villa Reale di Caposele, è come tutta Formia un immenso giacimento archeologico che per anni ed anni è stato preda di palazzinari ignoranti e senza scrupoli che, insieme a tombaroli impuniti, hanno quasi ormai cancellato ogni traccia della lussuosa antica vita romana a Formia. Anche la Villa dei Principi di Caposele conserva molte di queste preziosità ma , da come chiunque può notare, passando nelle adiacenze del suo ingresso, alcune di esse sono state, in questi giorni, scempiate da brutali lavori di escavatori e pale meccaniche. Mosaici e testimonianze archeologiche, frammentate in una poltiglia irriconoscibile di terra e pietre; in fumo sotto ai Nostri occhi, come in fumo è questa garitta borbonica . Qui sul banco degli imputati non è solo il singolo privato che, nella sua rozza ignoranza, si diverte a banchettare con queste eredità ultramillenarie ma sopratutto lo stato dentro al quale queste eredità sono capitate dal 1860. Se fino al 1860 vi era un Sovrano che sentiva l'importanza di tali eredità ultramillenarua fino a pagare di tasca propria per assicurarle ad una vita dignitosa, oggi si assiste ad uno stato che dal 1860 fa palesemente l'opposto. Così dopo la conquista, l'intera Villa Reale di Caposele fu lasciata in mano a sciacalli locali che ne lottizzarono ogni sua parte per far sorgere palazzine sopra antichità romane. La Villa Reale, orfana di illuminati proprietari e di uno Stato degno di questo nome come lo era il Nostro Regno, eccola oggi decadente e costretta ad una roulette russa del prossimo prevedibile danno. Una domanda Quanto ancora siamo disposti a non fare nulla ? Perchè ormai è chiaro che, in assenza dello stato, dipende tutto e soltanto da Noi. Chi può, faccia qualcosa ! Occorre una collettiva sollecitazione da parte di tutti verso quelle Istituzioni che dovrebbero tutelare questo bene.
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— sat 21 apr 2018 07:37:14 —
REGNO delle DUE SICILIE 《 bisogna mettere i MERIDIONALI nelle condizioni di NON intraprendere MAI PIÙ 》 Sapete chi pronunciò queste "candide" parole ? Fu un MASSONE piemontese tal bombrini carlo ed, inquanto tale, scelto dalla massoneria inglese a diventare il primo dei governatori della appena nata banca centrale Era il 1863, la conquista del Nostro Regno era già stata compiuta a cui le finte votazioni dei "plebisciti" si erano aggiunte allo scopo di rendere, a quella conquista, una parvenza di legittimazione. Serviva tenere a bada le potenze straniere che protestando contro la invasione savoiarda, stavano lì lì per intervenire a Nostra difesa. Ma se gli invasori del 1860 avevano ottenuto tutto ciò che voleva la massoneria d'oltre manica, per quale motivo questo "gran signore" si esprimeva così nei Nostri riguardi ? Facile, per chi conosce la VERITÀ... un pò impossibile per chi ha ben studiato sui libri che si studiano ancora in questa repubblica. In realtà, anche dopo la conquista ed i finti plebiscito, i Nostri nonni combatterono una guerra partigiana con ogni mezzo e non per un giorno o due ma per ben 15 anni ! Il timore per chi si era preso Napoli e con essa, il controllo del MARE NOSTRUM, che in quei giorni si apriva attraverso il Canale di Suez al resto del mondo, di vedersi sbattere via come accadde ai francesi in salsa giacobina una ottantina di anni prima con i Sanfedisti del Cardinale Ruffo, era forte ma molto concreto. Occorreva : UN PUNTO DI NON RITORNO La massoneria non voleva fare prigionieri, voleva ridurre un intero Popolo, IL NOSTRO, all' ANNIENTAMENTO. Per fare ciò, andarono a scavare in profondità. Si iniziò chiudendoci le scuole per più di 15 anni, sfornando la prima ondata di IGNORANTI, più facili da "addomesticare" rispetto al Popolo ribelle che avevano trovato. Poi, forti della loro presenza militare, passarono allo spegnimento di OGNI Nostra capacità produttiva e così trovarono più facile gestire un Popolo in fuga all'inseguimento dei siti produttivi rallocati a casa dei conquistatori. Quei pochi rimasti EROICAMENTE a combattere, non trovarono neppure più la Popolazione che un tempo li nutriva e proteggeva e, così, mentre la stampa massonica li riduceva a "ladri" e briganti piuttosto che EROI, divenne solo una questione di tempo acciuffarli uno ad uno è massacrarli in pubblica piazza per scoraggiare chi volesse seguirne l'eroico esempio. Questa stazione ferroviaria, rappresenta solo uno dei tanti Nostri primati mondiali ridotti in macerie. Alla luce di quelle 4 agghiaccianti parole del primo governatore espresse per delineare il corso che lo stato italiano avrebbe poi seguito in tutti questi 150 anni, diventa TUTTO improvvisamente chiaro; dall' arrivo del mercenario comodamente proprio in questa stazione, alla creazione della criminalità ORGANIZZATA ( ci si dimentica di chiedersi da chi) fino alle uccisioni di Falcone e Borsellino ed alle discariche, tutto diventa addirittura OVVIO. In questi 150 anni, il mondo intero ha potuto sorpassarci prendendosi gioco di Noi e dopo tutto questo tempo, pur restaurando tale luogo, non ci servirà a recuperare alcun ritardo industriale. Ma un suo restauro ha un altro e forse più importante significato che va ben oltre il significato dell'edificio distrutto. La RESTAURAZIONE di tale luogo segnerebbe una tangibile inversione di tendenza nella coscienza colllettiva; sarebbe un traguardo non raggiunto per discrezionalità del politico ma per VOLONTÀ di una coscienza collettiva che, nella riscoperta della VERITÀ extrascolastica, riesce a prevalere su quella massonica a cui il politico ha fino ad ora ubbidito. I poveri operai Napoletani di Pietrarsa che vollero opporsi a quell'indirizzo MASSONICO, non sapevano quanto grande fosse il mostro MASSONICO e furono FUCILATI e poi dimenticati sia da quella italia sabauda colpevole che di questa repubblicana COMPLICE Nessun libro di scuola ne ha mai parlato Nessun Pontefice Nessun capo di Stato che va a genuflettersi contrito ad ogni cerimonia fino in Israele....ha mai sentito il DOVERE di Onorare questi Nostri MARTIRI Napoletani, primi MARTIRI del LAVORO AL MONDO. ...nel "MAI PIÙ " ...di quella frase , è spiegato anche questo. Noi, che di quella frase fummo, siamo e non vogliamo continuare ad essere VITTIME , sentiamo il DOVERE di recarci a PIETRARSA a rendere i dovuti ONORI a questi Nostri EROICI MARTIRI. A tutti l'invito ad elevare le proprie preghiere affinchè Iddio li abbia in GloriaRegno delle Due Sicilie shared REAL Opificio di Pietrarsa's post.
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REGNO delle DUE SICILIE Una grande storia di cui andare orgogliosamente fieri . Il tempo scrive la VERITA'
NO PAST - NO FUTURE SENZA PASSATO NON SI COSTRUISCE FUTURO La memoria come strumento su cui ricostruire la dignità, la dignità come presupposto per accendere le ambizioni e queste ultime per valorizzare le capacità che silenziosamente attendono di essere risvegliate per riaffermare i Primati di cui questo angolo di Paradiso è pieno.


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